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Nuova frontiera degli attacchi hacker: presi di mira gli ospedali

In un mondo sempre più digitalizzato, aumenta anche la vulnerabilità dei dati sensibili. Gli attacchi hacker sono all’ordine del giorno e anche in Italia le autorità non sono estranee a questo tipo di minaccia.

Solo qualche giorno fa sono stati pubblicati in rete quasi 10 GB di dati sensibili dei pazienti dell’Azienda Sanitaria Locale 1 Abruzzo, con la minaccia di rilasciarne molti altri. Si parla di circa 500GB di dati sottratti dai sistemi dell’ASL abruzzese.

Le pubbliche amministrazioni, così come i soggetti privati, possono mettere in atto alcune misure per ridurre i rischi di una fuga di dati e proteggere le informazioni sensibili da possibili attacchi hacker. Tra le possibili soluzione figura sicuramente l’utilizzo di una connessione privata, ovvero di una VPN. Chi sa cos’è una connessione VPN e quali sono i vantaggi, capirà in che modo essa può essere una valida alleata per la privacy.

Tuttavia, è possibile implementare ulteriormente la sicurezza dei sistemi informatici, soprattutto quelli del sistema sanitario nazionale.

Nuova frontiera degli attacchi hacker: presi di mira gli ospedali

Negli ultimi cinque anni si registra un dato preoccupante: sono tra i 150 e i 200 gli attacchi hacker ai dispositivi medici come defibrillatori, pacemaker e dispositivi per diabetici. Questi attacchi hanno come scopo l’estorsione di denaro alle aziende che producono questi dispositivi. In alcuni casi si è registrata anche una notevole attenzione mediatica quando ad essere presi di mira sono stati alcuni diplomatici.

Fatto sta che la nuova frontiera degli attacchi hacker è sempre più spesso rivolta alle strutture ospedaliere e aziende associate, con un notevole incremento del rischio per la fuga di dati molto sensibili come quelli medici.

Per proteggere i pazienti dagli attacchi informatici, l’Università di Roma Tor Vergata e il Centro di Competenza Cyber 4.0 hanno inventato C4h – Cyber4Health. Si tratta di una piattaforma per la sicurezza informatica dei dispositivi medici, una delle prime al mondo.

C4h – Cyber4Health raccoglie i dati sui dispositivi medici esistenti e restituisce in tempo reale un punteggio di vulnerabilità. Gaetano Marrocco, professore ordinario di Campi Elettromagnetici a Tor Vergata, ha spiegato che:

Usando un metodo che non misura il rischio ma la gravità delle vulnerabilità scoperte, c’è la possibilità per industrie, organizzazioni e governi di definire delle priorità per le attività di risoluzione di tali vulnerabilità.

Nunzia Cipolletta

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